Repertorio

Madame Butterfly

Giacomo Puccini

  • Premiere mondiale
  • Teatro alla Scala din Milano, 17 februarie 1904
  • L'Opera Romena Craiova Premiere
  • 14 octombrie 2004
  • Tempo di Lunghezza
  • aprox. 3h – două pauze
  • Menzioni
  • Spectacol în limba italiană cu supratitrare în limba română

Opera in tre atti di Giacomo Puccini.

Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, basato su un racconto di John Luther Long e un atto di David Belasco.


L'azione si svolge nei primi anni del XX secolo in Giappone vicino al porto di Nagasaki.

ATTO I

Il tenente Benjamin Franklin Pinkerton della Marina degli Stati Uniti affitta una casa e prende in sposa una donna a Nagasaki, nonostante le sue intenzioni non sono di restare in Giappone. Mr. Sharpless, console americano, arriva al matrimonio. Pinkerton parla al console del matrimonio, considerandolo un accordo temporaneo, com’è quello per una casa in affitto. Dice: “In questo paese i contratti sono flessibili come le case. Quindi mi sposo secondo la moda giapponese: per 999 anni, ma posso disdire il contratto in qualsiasi mese”. I due parlano della sposa, la bella e giovane Cio-Cio-San, il cui nome significa “farfalla” (“butterfly” in inglese). Il console lo averte circa le intenzioni serie della ragazza riguardo al matrimonio. Ma Pinkerton dice: “Non vedo il motivo per cui sarebbe sbagliato addestrare questa farfalla, per il dolce volo d’amore”. I due uomini brindano col vino. Il Console: “Beviamo alla tua famiglia lontana!". Pinkerton: “E al giorno in cui sposerò per davvero una moglie americana”. La sposa sale sulla collina con la famiglia e gli amici. Cantano: "Quanto cielo! Quanto mare! ... Soffia una brezza fresca di primavera! ... Quanti fiori!”. La sposa canta: “Per mare e terra, io sono la ragazza più felice del Giappone. No! Al mondo! Amici, ho risposto alla chiamata dell’amore. Sono in soglia dell'amore dove si raccolgono tutte le gioie della vita e della morte”. Si svolge la cerimonia delle nozze. Ma la festa viene interrotta dallo zio della sposa, un monaco giapponese, il quale, appreso che Cio-Cio-San aveva visitato la Missione Cristiana, voleva sapere perché volesse diventare cristiana. Suo zio la maledice: “Cio-Cio-San! Cio-Cio-San! Guai! Che cosa hai fatto in Missione? Hai rinnegato il culto degli antenati! Kami Sarundasiko! Un grande male minaccia la tua anima corrotta! Tu ci hai negato, noi neghiamo te!”. Gli ospiti, spaventati, scappano via. La festa è finita. Gli sposi sono soli. Cantano un duetto d’amore: "Le stelle sono degli occhi che ci guardano ... Vieni! Vieni! Il cielo ride in estasi d’amore...”

ATTO II

Tre anni dopo, nello stesso luogo. Cio-Cio-San (cioè, “Signora Cio-Cio-San”, “Madama Butterfly") è a casa con la cameriera Suzuki, la quale prega gli dei affinché Cio-Cio-San pianga di meno; sono tre anni che non ha più notizie di Pinkerton. Suzuki è preoccupata anche perché le sono rimasti pochi soldi. Ma Cio-Cio-San dice: “Gli dei giapponesi sono grassi e pigri. Sono sicura che il dio americano risponde più velocemente a chi lo invoca. Cio-Cio-San è fiduciosa che il marito tornerà. Arriva il principe Yamadori che, essendo a conoscenza del fatto che Cio-Cio-San sia stata abbandonata da suo marito, arriva e le chiede di sposarlo. Cio-Cio-San rifiuta dicendo che il suo Paese sono gli Stati Uniti e in base alle sue leggi è sposata. Mr. Sharpless, il console americano giunge per leggere una lettera che ha ricevuto da Pinkerton. Egli è talmente commosso dall'emozione provata dalla giovane donna, che non riesce a leggere la lettera fino alla fine. Non può dirle che Pinkerton l'ha lasciata, tuttavia la spinge ad accettare l'offerta di matrimonio con il principe Yamadori. Cio-Cio-San, spaventata da simili consigli, porta il suo piccolo figlio in camera. Cio-Cio-San dice che il nome del bambino è Dolore, ma quando suo padre tornerà, egli sarà chiamato Gioia. Mr. Sharpless promette di dire a Pinkerton che ha un figlio. Dopo la partenza del console, si ode un colpo di cannone nel porto, Cio-Cio-San guarda attraverso il cannocchiale e scorge la nave americana “Abraham Lincoln”, la nave di Pinkerton. E’ felice. Cio-Cio-San e la cameriera Suzuki decorano la stanza con fiori aspettando l’arrivo di Pinkerton. Quando cala la notte, Suzuki e il bambino si addormentano, ma Cio-Cio-San continua ad aspettare sveglia.

ATTO III

Un interludio orchestrale segna l'ingresso della nave “Abraham Lincoln” nel porto di Nagasaki al sorgere del sole. Suzuki si risveglia e convince Cio-Cio-San a riposarsi. Cio-Cio-San e il bambino vanno in un’altra stanza per dormire. Arrivano Pinkerton e il console che parlano con Suzuki. Pinkerton è in compagnia di sua moglie, Kate. Quest’ultima parla con Suzuki, dicendogli che si sarebbe presa cura del bambino come se fosse stato suo, ma Suzuki è  infastidita che Cio-Cio-San debba separarsi dal bambino. Pinkerton preso dal rimorso e dalla vergogna va via lasciando alle signore il compito di sistemare la situazione, in sua assenza. Cio-Cio-San entra e scopre la verità. Lei accetta di affidar loro il bambino, ma chiede a Pinkerton di tornare a prenderlo dopo mezz’ora. Rimasta sola nella sua stanza, Cio-Cio-San prende il pugnale di suo padre e legge la scritta impressa su di esso: "Chi non può vivere con onore, deve morire con onore.” Queste parole sono state il messaggio di Mikado a suo padre, molti anni prima. Il padre di Cio-Cio-San si era tolto la vita con quel pugnale. Ora Cio-Cio-San saluta per l’ultima volta suo figlio: "Tu che dal cielo sei disceso per me, guarda il volto di tua madre, per ricordarlo. Guardami bene! Addio amore mio...” Allora dice al bambino di andar via e si toglie la vita con il pugnale di suo padre. Pinkerton ritorna, chiamandola “Butterfly! Butterfly ...”

 

*Grigore Constantinescu e Daniela Caraman-Fotea, Ghid de operă, Bucarest, 1971

**Ana Buga e Cristina Maria Sârbu, 4 secole de teatru muzical, Bucarest, 1999

***Ioana Ștefănescu, O istorie a muzicii universale, Vol. IV, Bucarest, 2002